I 5 passaggi per una marmellata perfetta

I 5 passaggi per una marmellata perfetta

Una delle ricette pi√Ļ semplici, ma che pu√≤ regalare la prima gioia della giornata a colazione. Parliamo della marmellata, oggi prodotto sempre pi√Ļ acquistato, ma per nulla difficile da ottenere fai da te.

Innanzitutto bisogna specificare la differenza tra¬†marmellata¬†e¬†confettura: la Comunit√† Europea ha stabilito che la marmellata √® un prodotto fatto di zucchero e agrumi (arancia, mandarino, limone, cedro, bergamotto, pompelmo) in cui la percentuale di frutta sia almeno il 20%. La confettura √® stata definita invece come il prodotto contenente zucchero e polpa (o purea) di tutti gli altri tipi di frutta. La percentuale di frutta, in questo caso, non pu√≤ essere in generale inferiore al 35% (con differenze anche notevoli a seconda del frutto usato), ma sale al 45% nel caso della ‚Äúconfettura extra‚ÄĚ.¬†

Nonostante sia una ricetta molto semplice, c’è qualche piccolo passaggio che va considerato come fondamentale per una perfetta riuscita. 
  1. La scelta della frutta: neanche a dirlo va presa quella di stagione. S√¨, ma a che punto di maturazione? √ą ottimale scegliere¬†frutta gi√† matura, anche un po‚Äô ammaccata e con buccia non perfetta, ma evitare i prodotti che siano gi√† oltre un normale grado di maturazione.¬†
  2. L’addensante: questo può garantirvi un ottimo risultato sul piano della consistenza, ancor meglio se utilizzate il nostro presto marmellata. Un concentrato di pectina che assicura al composto maggior densità e cremosità senza alterarne il gusto. 
  3. Lo zucchero: dire che la quantit√† varia solo a seconda del quantitativo di frutta √® peccato. Perch√© come √® facile intuire, non tutti i frutti hanno la stessa percentuale di zuccheri, e quindi lo stesso sapore dolciastro. Nella confettura di fichi non potr√† andare la medesima quantit√† di zuccheri che aggiungiamo nella marmellata di mandarini. Anzi, talvolta si pu√≤ anche scegliere di¬†non aggiungere zuccheri¬†e ‚Äúlavorare‚ÄĚ con il solo quantitativo naturale presente nel frutto. Scelta che dar√† un sapore molto pi√Ļ naturale, ma che ridurr√† i tempi di conservazione.¬†
  4. La prova del piattino: infallibile. Per capire il grado di consistenza del prodotto ottenuto, e soprattutto evitare un’ustione alla lingua, prendere un po’ di marmellata in fase di cottura e disporla su un piattino freddo. Inclinandolo in verticale, se il composto scenderà lentamente allora avrete ottenuto la giusta consistenza. Altrimenti dovrà cuocere ancora un po’. 
  5. 7 giorni: no, la marmellata non è un prodotto cotto e mangiato. Una volta chiusa ermeticamente in barattoli di vetro sanificati (linee guida del Ministero della Salute), dovrà riposare circa una settimana. Questo ne migliorerà ulteriormente la densità e il gusto.
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